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venerdì 11 dicembre 2015

Convalida del titolo di studio di infermiere dall'estero in Italia

In molti chiedono se dopo aver conseguito il titolo di infermiere all'estero, sia possibile convalidarlo in Italia per tornare a lavorare nel proprio Paese natio. 
In un precedente post ho scritto che chiunque studiasse in Germania diventando infermiere, non poteva poi lavorare in molti Paesi del'Unione europea, fatta eccezione per Svizzera ed Austria. 
Un lettore mi ha scritto in privato dicendomi che non è così, rimandandomi al sito del Ministero della Salute italiano, dove si trovano tutte le informazioni necessarie per chi volesse, dopo aver conseguito il titolo di infermiere in Germania o all'estero, ritornare in Italia

Per ulteriori informazioni: Ministero della Salute.

Stato di guerra (avanzato)

Paziente: "No sa, poi sono allergica a certe medicine, se le prendo mi viene lo shock apocalittico".

Sarà uno shock talmente forte da distruggere l'intera umanità, e io che avevo paura della pillola contro il Pakistan!

giovedì 10 dicembre 2015

Stato di guerra

Discorsi pericolosamente ambigui in "tempi di guerra"



Paziente: "Infermiera scusi, ma qui qualcosa non quadra con le mie pillole del mezzogiorno"
Io: "Ah, cosa?"
Paziente: "Bèh, a mezzogiorno c'è sempre una pillola marrone, sa, quella contro il Pakistan".
Io: "Pakistan eh? Ora controllo" 

(Sarà una bomba-pillola?)

mercoledì 1 aprile 2015

"Comunque non sono razzista"

Una studentessa italiana del nostro gruppo di sfigati, durante un turno di servizi sanitari domiciliari, si trova a chiacchierare con un'infermiera russa ormai in Germania già da più di dieci anni.


Infermiera russa: Nooo, comunque io sono contenta qua, anche perchè non ci sono tanti Turchi. Sai, hai presente? Quelli hanno sempre un'aria cattiva, ti guardano dall'alto verso il basso.

Studentessa italiana: Mah, non saprei, non mi sembra. O almeno non l'ho mai notato.
Infermiera russa: Sì, sì. E poi dai, anche i siriani o i cinesi o i giapponesi, guarda, sono davvero strani. Cioè, io li accetto, però se li incontro per strada devo attraversare dall'altra parte.
Studentessa italiana: ... Ah 
Infermiera russa: E anche gli armeni, i kazachi o gli uzbeki. Nooo, cioè, diciamo che con gli europei non ho problemi, però agli altri preferisco i neri guarda. Per non parlare degli americani. Solo a sentirli mi viene da vomitare. 
Però COMUNQUE NON SONO RAZZISTA EH!
E' solo che certa gente proprio non mi piace.

lunedì 16 febbraio 2015

Risposte del cazzo (parte III)

Durante un giro di medicazioni e cambio fasciature, dove ero stata mandata a seguire l'infermiere contro la sua volontà, nonostante avesse chiaramente ed esplicitamente detto che aveva già altri due praticanti e non ne voleva un terzo oso fare una domanda

Io: Scusi, come mai per fare questa fasciatura ha usato la garza sterile verde sottile e per quella al paziente precedente, con la stessa ferita e nello stesso punto ha usato la compressa sterile grande bianca?

Infermiere (a mia impressione razzista): Perchè così ha detto il medico!

Mai più domande a quel tizio! Ed è così che dovremmo essere preparati per l'esame...

lunedì 9 febbraio 2015

Risposte del cazzo (Parte II)

Infermiera acida (che mi vede tornare dal laboratorio con un pacco di fogli di risultati di analisi):

"Oh merda, ora che hai salito tutte quelle scartoffie le devi pure sistemare e mettere a posto".
Io: "Certo, se qualcuno mi spiega velocemente con quale metodo li devo ordinare lo faccio volentieri".
Infermiera acida: "Ah no, non ho nè tempo nè voglia di mettermi a spiegarti proprio niente".
Infermiere neutrale: "Vieni ti spiego io".
Durante il lavoro di sistemazione, che ha impiegato giusto 30 secondi ad essere spiegato, sento un'altra infermiera gentile che dice a quella acida "La ragazza anche deve imparare qualcosa"

Infermiera acida: "Non qui, non con me".  

sabato 31 gennaio 2015

Il paziente onnisciente

Il paziente onnisciente è quello che, google alla mano, ma anche senza, ha sempre la domanda pronta e spesso anche la risposta alla suddetta. Sa più del medico, dell'infermiere, del chirurgo e tutto l'ospedale messo insieme. Usa paroloni e inserisce con disinvoltura nelle conversazioni le sue perle di saggezza. Ha letto l'ultima scoperta, l'ultima ricerca, l'ultimo studio su ogni malattia possibile. Illumina con il suo sapere indifferentemente lo studente, l'infermiere, il medico e il compagno di stanza.

Non si ferma mai a pensare se le sue discussioni possano essere di interesse anche per i suoi ascoltatori. 
L'onnisciente sa anche quando il compagno di stanza deve fare la pipì, prendere le medicine, quando ha dolore e che tipo di dolore ha, lui sa se è meglio fare una gastroscopia o finirla con un Malox. Sa come è meglio girare il paziente con la frattura, sa cosa pensa il demente accanto a lui, sa come fare una siringa. Pensa di sapere tutto il necessario e si sente al di sopra di persone con una laurea ed esperienza decennale, ma la cosa divertente è che al 90% le sue discussioni finiscono con una figura di merda (per lui).

lunedì 24 novembre 2014

Quando un rapimento alieno calzerebbe a pennello

Reparto di psichiatria.
Durante un quotidiano turno di mattina, in coppia con un infermiere abbastanza adulto e prossimo alla pensione (63 anni), mentre si misuravano pressioni, polso, temperatura e peso ai pazienti, senza chiacchierare di nulla.
Durante un attimo di pausa in cui aspettavamo gli altri lui mi dice: "Sai, mi ricordi mia figlia".
Io ne sono contenta, di solito quando somigli ad un parente caro poi ti prendono in simpatia e ti aiutano di più durante il tirocinio.
"Ah, bello, mi fa piacere. E cosa fa tua figlia?"
"Non è più in vita"
Oh porca puttana! Reazione immediata di imbarazzo e dispiacere naturalmente. "Mi dispiace tanto, non lo sapevo".
"No figurati, non potevi saperlo ovvio"
Momento di pausa di un microsecondo, quando pensi che la situazione non possa peggiorare lui aggiunge "Si è tolta la vita 10 anni fa".
Oh porca puttana!!!
Come si reagisce a queste notizie tragiche date da un semisconosciuto con cui hai lavorato massimo due volte in vita tua e che sai che vedrai al massimo per il prossimo mese di tirocinio in quel determinato reparto prima di cambiare aria?
Credo non ci siano parole adatte da dire ad un padre che ha perso una figlia, soprattutto in un modo così brutto, e avere la consapevolezza e l'imbarazzo che tu gliela ricordi.

Ho cercato di farfugliare qualche frase di circostanza sperando con tutte le mie forze che arrivasse qualcuno a tirarmi fuori da quella sensazione di inadeguatezza. Prima che mi rapissero gli alieni sono passati lunghi minuti di silenzio alternati ai miei imbarazzanti tentativi di dire qualcosa di sensato e i dettagli del suicidio da lui esplicati.  
Sono decisamente pessima in queste situazioni.

sabato 22 novembre 2014

Compiti e lavori infami del tirocinante

Il tirocinante impara un sacco di cose, una delle prime (oltre a fare il caffè) è che la gavetta fa schifo e tu sei l'ultimo anello della catena alimentare. Tutti ti comandano, tutti ti dicono cosa fare, quando farlo, come farlo. Tu sarai quello che oltre ai tuo normali compiti lavorativi da svolgere bene e in tempo, dovrai fare commissioni, preparare il caffè, fare le fotocopie, andare in giro per l'ospedale a prendere e portare cose. Ma magari fosse solo questo.
Un tirocinante in ospedale è un vero schiavo, è quello che viene mandato a fare anche i lavori più infami e che nessun altro vuole fare. Chiunque ha fatto pratica o gavetta (non per forza in un ospedale) sa bene cosa significa trovarsi in questa posizione sociale.
Non mi lamento del fatto che se c'è un mare di merda (e non metaforicamente) mandano te, purtroppo questo è il nostro ruolo ad oggi, ma ci sono dei compiti che proprio non capisco e che si inventano per lo più quando ti vedono senza fare nulla.
Capitano ovunque, anche nei reparti più affollati, giorni o momenti della giornata in cui hai svolto già tutti i tuoi compiti e sei senza fare nulla; oppure miracolosi giorni in cui il reparto è semi vuoto e c'è poco o nulla da fare. Non avendo ancora il permesso per preparare medicine, fare prelievi o altre cose avanzate stai lì a leggere qualcosa sulle norme dell'igiene, sei a chiacchierare amabilmente con uno
dei pazienti più simpatici o semplicemente ti stai prendendo una meritata pausa. 
Ed ecco! Lì arriva sempre l'infermiere che ha dimenticato quando anche lui era uno schiavo e ti trova qualsiasi cosa da fare pur di non lasciarti con le mani in mano nemmeno mezz'ora, per lo più qualcosa che non ti compete.


  • Pulizia dei frigoriferi con ordinamento alfabetico o cronologico dei cibi in esso contenuti.
  • Pulizia degli stipiti delle porte in acciaio con un particolare prodotto pulisci acciaio (a cui penso di aver avuto una sorta reazione allergica).
  • Pulizia dei balconi esterni (con una temperatura tra i 3 e 7° C).
  • Pulizia dell'immondizia. Svuotamento del cassettone con i bidoncini della spazzatura, pulizia generale nei mobiletti e risistemazione dei bidoncini.  
  • Controllo ossessivo dei pazienti anziani per dargli da bere. 
  • Intrattenimento dei pazienti con demenza.
  • Pulizia delle mensole nelle stanze dei pazienti.
  • Pulizia ossessiva della stanza di lavoro degli infermieri (dove magari tu nemmeno ti siedi o ci entri perchè in alcuni reparti, essendo il tirocinante solo un'infida creatura indegna, devi restarne semplicemente fuori)
  • Sistemazione in ordine alfabetico e per data di ricevute e documenti vari di cui non conosci nemmeno l'utilità.
  • Cura e sistemazione di piante e fiori in reparto e nelle stanze dei pazienti.

sabato 15 novembre 2014

Matematica

La stronzaggine di un reparto spesso è inversamente proporzionale alla sua importanza e grandezza. 
Meno c'è da fare e più le infermiere ti trattano male. Più è piccolo il reparto più sono esauriti e sotto stress i lavoratori. 
Ma perchè poi? Ho visto gestire benissimo e senza panico reparti caotici, con ricoveri e rilasci continui, pazienti difficili, milioni di terapie, medicine, cure e attenzioni da dare. E ho visto infermiere, anche anziane e con esperienza, andare in panico al primo pelo fuori posto, con una quantità di lavoro totale ridicola.