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mercoledì 1 aprile 2015

"Comunque non sono razzista"

Una studentessa italiana del nostro gruppo di sfigati, durante un turno di servizi sanitari domiciliari, si trova a chiacchierare con un'infermiera russa ormai in Germania già da più di dieci anni.


Infermiera russa: Nooo, comunque io sono contenta qua, anche perchè non ci sono tanti Turchi. Sai, hai presente? Quelli hanno sempre un'aria cattiva, ti guardano dall'alto verso il basso.

Studentessa italiana: Mah, non saprei, non mi sembra. O almeno non l'ho mai notato.
Infermiera russa: Sì, sì. E poi dai, anche i siriani o i cinesi o i giapponesi, guarda, sono davvero strani. Cioè, io li accetto, però se li incontro per strada devo attraversare dall'altra parte.
Studentessa italiana: ... Ah 
Infermiera russa: E anche gli armeni, i kazachi o gli uzbeki. Nooo, cioè, diciamo che con gli europei non ho problemi, però agli altri preferisco i neri guarda. Per non parlare degli americani. Solo a sentirli mi viene da vomitare. 
Però COMUNQUE NON SONO RAZZISTA EH!
E' solo che certa gente proprio non mi piace.

lunedì 24 novembre 2014

Quando un rapimento alieno calzerebbe a pennello

Reparto di psichiatria.
Durante un quotidiano turno di mattina, in coppia con un infermiere abbastanza adulto e prossimo alla pensione (63 anni), mentre si misuravano pressioni, polso, temperatura e peso ai pazienti, senza chiacchierare di nulla.
Durante un attimo di pausa in cui aspettavamo gli altri lui mi dice: "Sai, mi ricordi mia figlia".
Io ne sono contenta, di solito quando somigli ad un parente caro poi ti prendono in simpatia e ti aiutano di più durante il tirocinio.
"Ah, bello, mi fa piacere. E cosa fa tua figlia?"
"Non è più in vita"
Oh porca puttana! Reazione immediata di imbarazzo e dispiacere naturalmente. "Mi dispiace tanto, non lo sapevo".
"No figurati, non potevi saperlo ovvio"
Momento di pausa di un microsecondo, quando pensi che la situazione non possa peggiorare lui aggiunge "Si è tolta la vita 10 anni fa".
Oh porca puttana!!!
Come si reagisce a queste notizie tragiche date da un semisconosciuto con cui hai lavorato massimo due volte in vita tua e che sai che vedrai al massimo per il prossimo mese di tirocinio in quel determinato reparto prima di cambiare aria?
Credo non ci siano parole adatte da dire ad un padre che ha perso una figlia, soprattutto in un modo così brutto, e avere la consapevolezza e l'imbarazzo che tu gliela ricordi.

Ho cercato di farfugliare qualche frase di circostanza sperando con tutte le mie forze che arrivasse qualcuno a tirarmi fuori da quella sensazione di inadeguatezza. Prima che mi rapissero gli alieni sono passati lunghi minuti di silenzio alternati ai miei imbarazzanti tentativi di dire qualcosa di sensato e i dettagli del suicidio da lui esplicati.  
Sono decisamente pessima in queste situazioni.