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domenica 1 febbraio 2015

Il paziente fiducioso

A differenza dell'onnisciente il paziente fiducioso sembra non importarsene nulla di cosa dice internet, di quali siano le ultime scoperte mediche o di quale medicina sia migliore.
Il paziente fiducioso è quello che, un po' in maniera indifferente, un po' in modo ignorante, si affida completamente al parere del medico.  E' gentile e cortese con il personale sanitario, spesso sorride felicemente sicuro che tutto andrà per il meglio, senza la minima preoccupazione che qualcosa possa andare storto. 
E' quello che risponde "Dottò io sono ignorante, faccia lei"
Il medico sta lì a spiegare, anche con parole povere, tutto il procedimento dell'operazione o come un farmaco possa agire in maniera positiva sull'organismo, ma l'interlocutore sembra non volersi applicare più di tanto. Non è necessariamente ignoranza, spesso è semplicemente menefreghismo , pigrizia ed eccessiva fiducia. Anche se dovesse guardare un programma di medicina in TV, o se un amico un po' più interessato dovesse consigliargli di chiedere un secondo parere perché il primo non lo convince, per il nostro paziente fiducioso il dottore ha sicuramente ragione perché ha studiato, ha esperienza e il suo dovere è guarire la gente. Il lato negativo è che questa categoria è quella che resterà più facilmente delusa e disillusa. I medici sono esseri umani e possono sbagliare, e soprattutto non possono guarire tutti. 
Nell'immaginario collettivo dell'uomo che si affida alle cure mediche c'è come unico risultato la guarigione, il miglioramento. Quando questo non avviene perché non c'è una cura o perché la cura data non era giusta, si rompe quell'ingenua credenza e il fiducioso si trasforma nell'incazzato.  

venerdì 5 dicembre 2014

Il paziente razzista, incazzato o razzista incazzato

Prima di tutto voglio precisare, anche se spero che siate abbastanza intelligenti da capirlo da soli, che per fortuna non tutti i pazienti, non tutte le persone, non tutti i tedeschi sono razzisti o pensano che lo straniero rubi il loro lavoro. 

Il razzista è quello che appena sente l'accento straniero, anche quando parli perfettamente tedesco meglio degli stessi tedeschi (ci sono medici stranieri che parlano benissimo e non hanno nulla da invidiare ad un madre lingua, l'unica "pecca" resterà sempre l'accento), ti guarda con aperto disprezzo.
Ti squadra dalla testa ai piedi e con una smorfia di chiaro disgusto sul viso ti chiede da dove vieni, o inizia a nominare a random i Paesi che schifa di più. Da dove viene? Russia? Polonia? Romania? Kazakistan? Ungheria? In genere sono i paesi dell'est europa e la Russia ad essere nella top ten del razzista.
Con la stessa smorfia schifata gli rispondi che vieni dall'Italia. Ed ecco il cambiamento.
AAAH, ITALIAAA! Urla sorridendo, e già ti odia meno. Da lì partono i classici luoghi comuni, , pizza, spaghetti, mafia, Berlusconi! Spesso preferirei dire che vengo dal Kazakistan.
Bella Italia
Naturalmente il razzista puro, una categoria per fortuna in minoranza, ma comunque presente, ti schifa a prescindere dal Paese di provenienza, l'italiano non gli sta più simpatico del rumeno o del sporco straniero ruba lavoro, o peggio, di quello che viene in Germania ad usufruire delle agevolazioni sociali per immigrati e vive sulle spalle degli onesti lavoratori.
russo. Nella sua testa si forma l'idea dello
Il paziente incazzato è invece quello che urla sempre con chiunque e per qualsiasi motivo. La camera è piccola, il medico è incompetente, l'infermiera non arriva subito quando suona il campanello, il cibo fa schifo. E' costantemente nervoso, irritabile e perde la pazienza per nulla. Non gli si può parlare, se si prova a scherzare la prende come un'offesa personale, se si è troppo seri non va bene, se si sta zitti pensa che non gli si dia importanza. Se non ha nulla di cui lamentarsi in ospedale, cosa rara, prende ad inveire contro le tasse, il tempo, il governo, la suocera, il caro vita e così via.

Il razzista incazzato infine è quello che, se la camera è piccola, il medico incompetente, l'infermiera lenta e il cibo fa schifo, è tutta colpa degli stranieri.

Le altre categorie di pazienti (work in progress)