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venerdì 11 dicembre 2015

Convalida del titolo di studio di infermiere dall'estero in Italia

In molti chiedono se dopo aver conseguito il titolo di infermiere all'estero, sia possibile convalidarlo in Italia per tornare a lavorare nel proprio Paese natio. 
In un precedente post ho scritto che chiunque studiasse in Germania diventando infermiere, non poteva poi lavorare in molti Paesi del'Unione europea, fatta eccezione per Svizzera ed Austria. 
Un lettore mi ha scritto in privato dicendomi che non è così, rimandandomi al sito del Ministero della Salute italiano, dove si trovano tutte le informazioni necessarie per chi volesse, dopo aver conseguito il titolo di infermiere in Germania o all'estero, ritornare in Italia

Per ulteriori informazioni: Ministero della Salute.

domenica 22 febbraio 2015

La Germania e l'assicurazione sanitaria

Più di qualcuno mi ha chiesto come funziona la sanità in Germania, che cosa significa che c'è l'assicurazione, quanto si paga e cosa comporta. Questo post è dedicato a spiegare semplicemente il sistema assicurativo.

Iniziamo dicendo che lo Stato tedesco si basa sul principio della sussidiareità e della solidarietà. Lo Stato si impegna ad aiutare tutti coloro che non sono in grado di farlo da soli a causa di impedimenti fisici, mentali o economici momentanei o continuativi. 
La solidarietà sta nel fatto che tutti i lavoratori versano un contributo per 5 assicurazioni, anche se non gli torna indietro alcun vantaggio.
Krankenversicherung (assicurazione sanitaria)
Pflegeversicherung (assicurazione di assistenza e cura)
Renteversicherung (assicurazione per la pensione)
Unfallversicherung (assicurazione contro gli infortuni)
Arbeitslosversicherung (assicurazione per la disoccupazione)
Eisistono centinaia di società assicurative in Germania, ognuna comprende tutte le cinque assicurazioni principali. Il che significa che un contratto con la AOK per esempio, mi assicura su tutti i fronti, e non devo cercarmi 5 diverse società.

L'assicurazione sanitaria.
Cos'è?
È statale, obbligatoria e non privata, ad eccezione di pochi.
Quanto si paga?
È il 14,6 % dello stipendio mensile brutto; di questo 14,6% il 7,3 % viene pagano direttamente dal lavoratore e il 7,3 % dal datore di lavoro. Il che significa che su uno stipendio di 1000 euro brutto, 73 Euro vengono tolti per l'assicurazione sanitaria, e 73 vengono pagati direttamente dal datore di lavoro ma non sottratti ulteriormente allo stipendio.
A questa percentuale, uguale per tutti i lavoratori e per tutte le società assicurative, c'è una sorta di limite. Il massimo tassabile infatti è di 4125 euro; se si guadagna di più al mese la percentuale verrà applicata non, per esempio, ai 5000 euro, ma sempre a 4125.
Chi è obbligato ad assicurarsi?
Tutti i lavoratori non indipendenti, i pensionati, i disoccupati, i bambini e le casalinghe che rientrano in una famiglia, sono obbligati ad avere una assicurazione sanitaria statale e non privata. Chi guadagna più di 4575 euro al mese e i lavoratori indipendenti possono invece assicurarsi privatamente. Il che significa pagare solo le cure che si hanno, e non una somma mensile standard.
Bambini, adolescenti, casalinghe che rientrano in una famiglia, hanno una sorta di assicurazione familiare pagata dal lavoratore (dal padre / marito).
C'è poi una categoria denominata Hartz 4, cioè persone che per un motivo o per un altro non possono provvedere a se stesse. Lo Stato in quel caso si occupa di garantirgli l'assicurazione sanitaria, un appartamento e una pensione di mantenimento di circa 300-400 euro mensili.
Che cosa garantisce l'assicurazione sanitaria?
  • Il pagamento di qualsiasi cura, visita, accertamento e consulto legato a malattia (radiografie, ecografie, gastroscopie, visite specifiche, ecg e così via. Tutto!).
  • Operazioni, ricovero, medicine e strumenti utilizzati durante la degenza in ospedale.
  • Terapie di riabilitazione, fisioterapia, ricovero in cliniche specializzate per la riabilitazione.
  • Informazioni, corsi, aggiornamenti su determinate malattie.
  • Visite di controllo e preventive a partire da determinate età a rischio.
  • Visite di controllo e preventive generiche, tra cui vaccini obbligatorie.
  • Qualsiasi tipo di assistenza psicologica, psichiatrica, psicosomatica a 360 gradi.
  • Soldi dovuti a malattia. Le prime sei settimane vengono pagate a stipendio pieno dal datore di lavoro, dalla settima settimana di malattia fino alla settantottesima il 70% dello stipendio netto viene pagato dall'assicurazione.
  • Soldi e protezione per donne in gravidanza. Da 6 settimane prima della nascita del bambino fino a 8 settimane dopo la nascita (12 nel caso di nascite premature o parti difficili) a stipendio pieno, dopo l'ottava (o dodicesima) settimana, fino al ventiquattresimo mese, ci sono gli Eltern Geld, i "soldi per i genitori", il 65% dello stipendio (della mamma).

venerdì 13 febbraio 2015

Confusione da freddo

Reparto di medicina generale.

Suonano.
Vado in stanza e la paziente, circa 50 anni, tutta rannicchiata sotto le coperte mi dice che ha freddo.
Paziente: "Infermiera ho freddo".
Io: "Alzo il termosifone?".

P: "No no, poi la mia compagna di stanza non riesce a dormire perché fa troppo caldo".
Io: "Va bene, allora le prendo un'altra coperta".
P: "No no, poi io non riesco a dormire con due coperte".
Io: "Signora le opzioni sono solo due, io non posso riscaldarla. Se vuole le prendo una coperta extra".
P: "No, ma... non ho capito perché non indosso le calze".
Io: "Non lo so, gliele prendo nell'armadio?"
P: "No no, io dico le calze di compressione, quelle per prevenire i trombi... Va bèh, ma io non sono un medico".
Io: "Signora guardi che le calze di cui parla non servono per riscaldarla, ma sono appunto contro il rischio di trombosi".
P: "Va bèh, non importa" 
E torna a raggomitolarsi sotto le coperte in preda al freddo e alla confusione mentale.  

venerdì 5 dicembre 2014

Il paziente razzista, incazzato o razzista incazzato

Prima di tutto voglio precisare, anche se spero che siate abbastanza intelligenti da capirlo da soli, che per fortuna non tutti i pazienti, non tutte le persone, non tutti i tedeschi sono razzisti o pensano che lo straniero rubi il loro lavoro. 

Il razzista è quello che appena sente l'accento straniero, anche quando parli perfettamente tedesco meglio degli stessi tedeschi (ci sono medici stranieri che parlano benissimo e non hanno nulla da invidiare ad un madre lingua, l'unica "pecca" resterà sempre l'accento), ti guarda con aperto disprezzo.
Ti squadra dalla testa ai piedi e con una smorfia di chiaro disgusto sul viso ti chiede da dove vieni, o inizia a nominare a random i Paesi che schifa di più. Da dove viene? Russia? Polonia? Romania? Kazakistan? Ungheria? In genere sono i paesi dell'est europa e la Russia ad essere nella top ten del razzista.
Con la stessa smorfia schifata gli rispondi che vieni dall'Italia. Ed ecco il cambiamento.
AAAH, ITALIAAA! Urla sorridendo, e già ti odia meno. Da lì partono i classici luoghi comuni, , pizza, spaghetti, mafia, Berlusconi! Spesso preferirei dire che vengo dal Kazakistan.
Bella Italia
Naturalmente il razzista puro, una categoria per fortuna in minoranza, ma comunque presente, ti schifa a prescindere dal Paese di provenienza, l'italiano non gli sta più simpatico del rumeno o del sporco straniero ruba lavoro, o peggio, di quello che viene in Germania ad usufruire delle agevolazioni sociali per immigrati e vive sulle spalle degli onesti lavoratori.
russo. Nella sua testa si forma l'idea dello
Il paziente incazzato è invece quello che urla sempre con chiunque e per qualsiasi motivo. La camera è piccola, il medico è incompetente, l'infermiera non arriva subito quando suona il campanello, il cibo fa schifo. E' costantemente nervoso, irritabile e perde la pazienza per nulla. Non gli si può parlare, se si prova a scherzare la prende come un'offesa personale, se si è troppo seri non va bene, se si sta zitti pensa che non gli si dia importanza. Se non ha nulla di cui lamentarsi in ospedale, cosa rara, prende ad inveire contro le tasse, il tempo, il governo, la suocera, il caro vita e così via.

Il razzista incazzato infine è quello che, se la camera è piccola, il medico incompetente, l'infermiera lenta e il cibo fa schifo, è tutta colpa degli stranieri.

Le altre categorie di pazienti (work in progress)