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mercoledì 1 aprile 2015

"Comunque non sono razzista"

Una studentessa italiana del nostro gruppo di sfigati, durante un turno di servizi sanitari domiciliari, si trova a chiacchierare con un'infermiera russa ormai in Germania già da più di dieci anni.


Infermiera russa: Nooo, comunque io sono contenta qua, anche perchè non ci sono tanti Turchi. Sai, hai presente? Quelli hanno sempre un'aria cattiva, ti guardano dall'alto verso il basso.

Studentessa italiana: Mah, non saprei, non mi sembra. O almeno non l'ho mai notato.
Infermiera russa: Sì, sì. E poi dai, anche i siriani o i cinesi o i giapponesi, guarda, sono davvero strani. Cioè, io li accetto, però se li incontro per strada devo attraversare dall'altra parte.
Studentessa italiana: ... Ah 
Infermiera russa: E anche gli armeni, i kazachi o gli uzbeki. Nooo, cioè, diciamo che con gli europei non ho problemi, però agli altri preferisco i neri guarda. Per non parlare degli americani. Solo a sentirli mi viene da vomitare. 
Però COMUNQUE NON SONO RAZZISTA EH!
E' solo che certa gente proprio non mi piace.

lunedì 23 febbraio 2015

Il "pronto" soccorso

Da tirocinanti ci tocca fare pratica in ogni reparto dell'ospedale, compresa sala operatoria, pronto soccorso, ambulatorio, centro di riabilitazione, casa di riposo, reparto malati terminali e chi più ne ha più ne metta.
Ogni esperienza è fantastica e indimenticabile, ma soprattutto indimenticabile (nel bene e nel male). Di recente ho fatto le mie due settimane obbligatorie nel pronto soccorso.
Se ci fossi stata abbastanza tempo avrei potuto scriverci un blog a parte, ma due settimane sono sufficienti per un post.
Prima di tutto chiariamo come funziona qui il Noteaufnahme, cioè il corrispettivo del nostro pronto soccorso.
Ci sono due possibilità per arrivarci, con l'ambulanza o da soli. Le ambulanze ovviamente hanno la precedenza, anche se in questo preciso ospedale non c'è nessuna priorità prestabilita, sono le infermiere all'accettazione che decidono, in base alla gravità della cosa, chi ha la precedenza. In alcuni ospedali della Germania esistono i classici codice verde, giallo e rosso, quanto meno in quelli più grandi, in questo dove attualmente faccio il tirocinio invece no. Il pronto soccorso, così come la maggior parte della sanità tedesca, è gratuita, o comunque non ricade direttamente sulle spalle del singolo paziente, ma viene pagata dall'assicurazione sanitaria, a cui è obbligatorio essere iscritti e versare mensilmente una percentuale dello stipendio.
Il sistema sanitario tedesco non è così complesso, ma viene meglio spiegato in un altro post.
Con il fatto che non ci sia né un ticket da pagare come in Italia, né un codice verde, giallo, rosso da rispettare, il "pronto" soccorso diventa una bolgia infernale aperta a qualsiasi malato, immaginario e non.
Vengono per farsi "curare" persone di ogni genere e con ogni tipo di disturbo, dalla frattura al mal di testa, da incidenti domestici con il coltello alle cadute per strada, da strappi muscolari a piedi freddi. E spesso persone che veramente stanno male devono aspettare delle ore perché i medici sono pochi e il tempo da dedicare ad ognuno non va trascurato.
Diciamo che possiamo semplificare il Noteaufnahme dove ho lavorato dividendolo in due grosse sezioni: trauma e medicina interna.
Il "Trauma", ogni paziente che arriva a causa di una caduta o per un dolore non chiaro alle ossa o articolazioni, viene mandato in radiologia, indipendentemente se si sospetta o meno una frattura. Il medico gli fa una visita approfondita e accurata nella zona dove ha dolore, con anamnesi, palpazione, controllo del movimento e delle risposte neuro-sensoriali. Dopo di che, anche se persino io da ignorante capisco che non c'è frattura, il paziente viene mandato a fare la radiografia o la tac, e ritorna poi dal medico con i risultati. E' tutto un processo interno all'ospedale e si risolve nel giro di qualche ora.
Il paziente di medicina interna, ovvero tutti coloro che arrivano con un problema che non
ha nulla a che fare con le ossa e il sistema muscolo scheletrico, viene fatto accomodare su una lettiga, gli viene prelevato il sangue, misurato polso, pressione, frequenza respiratoria, ossigeno nel sangue e fatto un ECG. Questa è la procedura base indipendente dal motivo per cui il nostro paziente è venuto al pronto soccorso. Dopo di che, in base all'anamnesi e alla visita del medico, si può andare avanti con eventuali radiografie al torace, sonografie, gastroscopie e così via. Chi risulta grave o ha una sintomatologia non chiara viene ricoverato per ulteriori analisi, o nel caso di fratture e grosse ferite per essere poi operato.
Tutto ciò, ovvero l'inutilità e la "perdita" di tempo per alcuni pazienti che potrebbero benissimo starsene a casa e prendersi un'aspirina contro il mal di testa prima di venire in ospedale, è dovuta al sistema sanitario tedesco, che ruota attorno alle assicurazioni. L'ospedale guadagna tanto più dall'assicurazione quante più visite, operazioni, radiografie, analisi del sangue, gastroscopie fa.
Ed essendo per il paziente tutto ciò gratuito (pago l'assicurazione sanitaria allo stesso modo ogni mese, sia che io vada ogni giorno dal medico, sia che non mi sia mai ammalata in vita mia) pensa bene di approfittarne e di farsi fare un controllo in ospedale anche se dopo aver dormito male ha il torcicollo, o se a 85 anni e dopo un ictus scansato ha difficoltà a respirare quando cammina troppo.
Dall'altro lato però, i pazienti che invece di andare dal medico di famiglia vengono al pronto soccorso sperando di risolvere la cosa più velocemente, restano davvero le ore ad aspettare il loro turno e lo svolgersi delle visite, che spesso vengono ritardate a causa di mancanza di personale medico. Molti sono costretti ad aspettare nel corridoio sulle barelle, coperti solo da un telo di carta. Altri, che dopo aver saputo di non avere nulla di grave vorrebbero andarsene, devono aspettare seduti anche 4 ore solo per avere una carta di dimissioni.

I due volti della medaglia, in un pronto soccorso che tanto pronto alle vere emergenze non è.  

lunedì 16 febbraio 2015

Risposte del cazzo (parte III)

Durante un giro di medicazioni e cambio fasciature, dove ero stata mandata a seguire l'infermiere contro la sua volontà, nonostante avesse chiaramente ed esplicitamente detto che aveva già altri due praticanti e non ne voleva un terzo oso fare una domanda

Io: Scusi, come mai per fare questa fasciatura ha usato la garza sterile verde sottile e per quella al paziente precedente, con la stessa ferita e nello stesso punto ha usato la compressa sterile grande bianca?

Infermiere (a mia impressione razzista): Perchè così ha detto il medico!

Mai più domande a quel tizio! Ed è così che dovremmo essere preparati per l'esame...

venerdì 13 febbraio 2015

Confusione da freddo

Reparto di medicina generale.

Suonano.
Vado in stanza e la paziente, circa 50 anni, tutta rannicchiata sotto le coperte mi dice che ha freddo.
Paziente: "Infermiera ho freddo".
Io: "Alzo il termosifone?".

P: "No no, poi la mia compagna di stanza non riesce a dormire perché fa troppo caldo".
Io: "Va bene, allora le prendo un'altra coperta".
P: "No no, poi io non riesco a dormire con due coperte".
Io: "Signora le opzioni sono solo due, io non posso riscaldarla. Se vuole le prendo una coperta extra".
P: "No, ma... non ho capito perché non indosso le calze".
Io: "Non lo so, gliele prendo nell'armadio?"
P: "No no, io dico le calze di compressione, quelle per prevenire i trombi... Va bèh, ma io non sono un medico".
Io: "Signora guardi che le calze di cui parla non servono per riscaldarla, ma sono appunto contro il rischio di trombosi".
P: "Va bèh, non importa" 
E torna a raggomitolarsi sotto le coperte in preda al freddo e alla confusione mentale.  

sabato 22 novembre 2014

Compiti e lavori infami del tirocinante

Il tirocinante impara un sacco di cose, una delle prime (oltre a fare il caffè) è che la gavetta fa schifo e tu sei l'ultimo anello della catena alimentare. Tutti ti comandano, tutti ti dicono cosa fare, quando farlo, come farlo. Tu sarai quello che oltre ai tuo normali compiti lavorativi da svolgere bene e in tempo, dovrai fare commissioni, preparare il caffè, fare le fotocopie, andare in giro per l'ospedale a prendere e portare cose. Ma magari fosse solo questo.
Un tirocinante in ospedale è un vero schiavo, è quello che viene mandato a fare anche i lavori più infami e che nessun altro vuole fare. Chiunque ha fatto pratica o gavetta (non per forza in un ospedale) sa bene cosa significa trovarsi in questa posizione sociale.
Non mi lamento del fatto che se c'è un mare di merda (e non metaforicamente) mandano te, purtroppo questo è il nostro ruolo ad oggi, ma ci sono dei compiti che proprio non capisco e che si inventano per lo più quando ti vedono senza fare nulla.
Capitano ovunque, anche nei reparti più affollati, giorni o momenti della giornata in cui hai svolto già tutti i tuoi compiti e sei senza fare nulla; oppure miracolosi giorni in cui il reparto è semi vuoto e c'è poco o nulla da fare. Non avendo ancora il permesso per preparare medicine, fare prelievi o altre cose avanzate stai lì a leggere qualcosa sulle norme dell'igiene, sei a chiacchierare amabilmente con uno
dei pazienti più simpatici o semplicemente ti stai prendendo una meritata pausa. 
Ed ecco! Lì arriva sempre l'infermiere che ha dimenticato quando anche lui era uno schiavo e ti trova qualsiasi cosa da fare pur di non lasciarti con le mani in mano nemmeno mezz'ora, per lo più qualcosa che non ti compete.


  • Pulizia dei frigoriferi con ordinamento alfabetico o cronologico dei cibi in esso contenuti.
  • Pulizia degli stipiti delle porte in acciaio con un particolare prodotto pulisci acciaio (a cui penso di aver avuto una sorta reazione allergica).
  • Pulizia dei balconi esterni (con una temperatura tra i 3 e 7° C).
  • Pulizia dell'immondizia. Svuotamento del cassettone con i bidoncini della spazzatura, pulizia generale nei mobiletti e risistemazione dei bidoncini.  
  • Controllo ossessivo dei pazienti anziani per dargli da bere. 
  • Intrattenimento dei pazienti con demenza.
  • Pulizia delle mensole nelle stanze dei pazienti.
  • Pulizia ossessiva della stanza di lavoro degli infermieri (dove magari tu nemmeno ti siedi o ci entri perchè in alcuni reparti, essendo il tirocinante solo un'infida creatura indegna, devi restarne semplicemente fuori)
  • Sistemazione in ordine alfabetico e per data di ricevute e documenti vari di cui non conosci nemmeno l'utilità.
  • Cura e sistemazione di piante e fiori in reparto e nelle stanze dei pazienti.

lunedì 17 novembre 2014

Il bidet, questo sconosciuto (Parte II)

Tra tirocinanti
Perchè non metterci ghiaccio e birra?!

Due colleghi, una tedesca e un italiano, fanno uno scambio di stanza per motivi di comodità.
La tedesca chiede:
"Ma tu nel bagno ce l'hai il bedè?"
"Cosa?"
"Eh, il bedè, quel lavandino basso"
"No, mi dispiace, nella mia stanza non c'è".

"Ah meno male – fa lei sollevata -io non lo uso, nel mio ci mettevo la pasta e il mangiare del coniglio. Almeno ora avrò più spazio in bagno".

sabato 15 novembre 2014

Matematica

La stronzaggine di un reparto spesso è inversamente proporzionale alla sua importanza e grandezza. 
Meno c'è da fare e più le infermiere ti trattano male. Più è piccolo il reparto più sono esauriti e sotto stress i lavoratori. 
Ma perchè poi? Ho visto gestire benissimo e senza panico reparti caotici, con ricoveri e rilasci continui, pazienti difficili, milioni di terapie, medicine, cure e attenzioni da dare. E ho visto infermiere, anche anziane e con esperienza, andare in panico al primo pelo fuori posto, con una quantità di lavoro totale ridicola.  

venerdì 14 novembre 2014

Ci sono le zanzare

Turno di notte
Reparto di chirurgia ortopedica.

3.00 di notte, suonano, vado in stanza (pensando che qualcuno stia minimo morendo, avendo un infarto o soffrendo atrocemente per il dolore post operatorio) e la paziente, circa 55 anni, turbata e inquieta mi dice:
"Infermiera.... Ci sono le zanzare!".

Il mio sguardo perplesso si vedeva sicuramente anche nel buio della stanza perchè la paziente ha subito continuato dicendo "Ci sono le zanzare, non riesco a dormire, mi mangiano".


Per quanto sconvolta dalla richiesta e pur pensando MA CHI SE NE FREGA, mi trasformo subito in ammazzazanzare e studio un piano per eliminare le succhiasangue senza svegliare l'altra signora in stanza. Tempo 40 secondi che con lo sguardo perlustro la stanza, e la mia tanto sconvolta e insonne paziente disturbata dalle zanzare sta beatamente ronfando.  

venerdì 7 novembre 2014

La prima lezione



Il caffè tedesco è quella brodaglia lunga e insignificante che loro bevono con gusto e piacere a colazione, pausa, pranzo, pausa pomeridiana e cena. 
Un compito fondamentale del tirocinante è che ci sia sempre il caffè pronto per gli infermieri e i medici.
Ed extra lusso, il pomeriggio verso le 14.00, il caffè si prepara anche per i pazienti, e si passa con il carrellino stanza per stanza a chiedere chi ne vuole. Stile camerieri! 

giovedì 6 novembre 2014

L'avventura comincia

E dopo aver affrontato con qualche post introduttivo temi seri, informazioni importanti e premesse generali, veniamo al blog. Questo pagina nasce con lo scopo e l'idea di raccogliere, raccontare e tramandare le avventure dei tirocinanti in ospedale.
I temi trattati, le storie raccontate sono vere e vissute in prima persona da me o dai miei colleghi. Lo spirito del blog vuole essere divertente, amichevole e talvolta sarcastico, ma mai arrogante, cattivo, insensibile. Chi vive l'ambiente ospedaliero, circondato da dolore, paure e talvolta morte, sa che c'è bisogno di fare dello spirito anche sulle cose che agli occhi della gente possono sembrare terribili.
Nonostante il nostro spirito e la voglia di divertirci anche e soprattutto in situazioni tragiche, abbiamo il massimo rispetto per il paziente e il suo dolore.
Essere infermieri significa lavorare a turni, essere responsabili, presenti, flessibili e avere a che fare con milioni di pazienti senza meravigliarsi di nulla.
Essere un tirocinante significa lavorare a turni, essere responsabile, presente, flessibile, avere a che fare con milioni di pazienti, colleghi e capi cercando di sopravvivere.
Essere un tirocinante è un'avventura, esci di casa la mattina e non sai come e se ritorni a casa. Ma i pazienti danno delle soddisfazioni che nessun elogio da un capo può dare.
I pazienti sono la nostra linfa vitale, il nostro pane quotidiano, il nostro pensiero fisso a volte.
E tu per loro non sei solo un infermiere, tu devi essere un amico, un consulente, uno psicologo, un tecnico, un elettricista, un esperto del tempo, della politica, dello sport, del pettegolezzo.
Se hanno un problema con il telefono chiamano te.
Se hanno un problema con la televisione chiamano te.
Se si sentono soli chiamano te.
Se sono spaventati chiamano te.
Se non hanno capito cosa ha detto il medico chiamano te.
Se voglio aprire la finestra, accendere il riscaldamento, bere, mangiare, dormire, ammazzare le zanzare, essere presi qualcosa dall'armadio loro chiamano te.

Le avventure di uno schiavo che sta diventando infermiere non hanno limite, e quando tutto ciò avviene in terra straniera è ancora meglio.  

martedì 4 novembre 2014

La figura dell'infermiere in Germania

L'infermiere tedesco è solo un Erfüllung und Gehilfe des Arzt, letteralmente eseguente ed aiuto del medico.
Decisioni proprie, anche semplici ed elementari su ciò che è il suo quotidiano non può prenderne. Tutto deve passare prima per la penna del medico.
Ancora da cambiare veloce la flebo e subito nella prossima stanza
In Germania non esiste nemmeno una legge, un emendamento, un libro o qualsiasi altra cosa che delinei chiaramente quali sono i compiti dell'infermiere, cosa può e cosa non può fare. In ogni Regione, in ogni ospedale, in ogni reparto e con ogni medico è diverso. Ci sono ospedali dove all'infermiere non è concesso nemmeno mettere un catetere o una flebo. E ci sono ospedali dove l'infermiere è quasi un sostituto del medico. In ogni caso tutto deve passare per il medico e in questo modo l'infermiere è esonerato da qualsiasi errore legato alle decisioni.
Certo se invece di dare una medicina ne dà un'altra è pienamente responsabile, ma se esegue solo gli ordini del dottore, anche laddove palesemente sbagliati, la colpa ricadrà sempre e solo sul medico.
A noi italiani potrà sembrare un po' strano, come altre regole che vigono nell'ambiente ospedaliero e in generale lavorativo, ma per ora la figura dell'infermiere è questa, un totale sottoposto, che deve assolvere nonostante tutto a mille funzioni e che non è abbastanza pagato.

sabato 1 novembre 2014

Diventare infermiere in Germania

Con questo post vogliamo dare qualche nozione base sul sistema scolastico tedesco nel settore infermieristico. 
A differenza dell'Italia e del resto dei paesi europei, in Germani non è necessario fare l'università per diventare infermieri. Un'università di infermieristica non esiste, c'è per questa professione l'Ausbildung.
Ausbildung è un particolare corso formativo per figure professionali che hanno una forte componente pratica, manovale, tecnica. La durata di tali corsi è di tre anni, anche se alcune figure professionali necessitano di solo un anno.
L'Ausbildung als Gesundheit und Krankenpfleger, letteralmente "corso di formazione in salute e infermieri", dura tre anni ed è diviso in parte teorica e parte pratica. Possono accedervi ragazzi dai 16 anni di età con determinati requisiti scolastici e con il consenso dei genitori, o semplicemente dai 18 anni con un diploma di scuola superiore. I corsi sono a numero limitato, ma senza test di ingresso. Si manda una domanda di iscrizione con tutti i documenti necessari e una lettera di presentazione che chiarisce il motivo per cui si vuole fare questo lavoro. Mediamente ci sono un massimo di 30-33 studenti per classe, di età diverse e diverse provenienze.