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venerdì 13 febbraio 2015

Confusione da freddo

Reparto di medicina generale.

Suonano.
Vado in stanza e la paziente, circa 50 anni, tutta rannicchiata sotto le coperte mi dice che ha freddo.
Paziente: "Infermiera ho freddo".
Io: "Alzo il termosifone?".

P: "No no, poi la mia compagna di stanza non riesce a dormire perché fa troppo caldo".
Io: "Va bene, allora le prendo un'altra coperta".
P: "No no, poi io non riesco a dormire con due coperte".
Io: "Signora le opzioni sono solo due, io non posso riscaldarla. Se vuole le prendo una coperta extra".
P: "No, ma... non ho capito perché non indosso le calze".
Io: "Non lo so, gliele prendo nell'armadio?"
P: "No no, io dico le calze di compressione, quelle per prevenire i trombi... Va bèh, ma io non sono un medico".
Io: "Signora guardi che le calze di cui parla non servono per riscaldarla, ma sono appunto contro il rischio di trombosi".
P: "Va bèh, non importa" 
E torna a raggomitolarsi sotto le coperte in preda al freddo e alla confusione mentale.  

giovedì 4 dicembre 2014

Il paziente rompicoglioni insopportabile

Non prendetela a male cari pazienti o parenti. Non leggetemi come se fossi un mostro che non capisce la sofferenza di chi giace in un letto d'ospedale, ma provate a capire che noi siamo anche esseri umani, e talvolta delle categorie di pazienti ci fanno davvero impazzire e perdere la pazienza. 
Il rompicoglioni insopportabile è il peggiore, è peggio anche del razzista incazzato per quanto mi riguarda. 

Quello che crede di essere l'unico paziente in ospedale, il principale, unico a soffrire ed aver bisogno di aiuto.
Quello che pensa che si lavori solo per lui, che medici ed infermieri non abbiano nulla da fare e possano stare dietro alle sue richieste (spesso assurde e inutili) tutto il tempo che a lui sembra necessario.

Quello che pretende di avere tutto il team ospedaliero a sua disposizione in ogni momento della giornata.
Quello che suona ogni 15 minuti per qualsiasi cosa, anche la più piccola puttanata.
Quello che quando sei in stanza solo per misurargli la temperatura (20 secondi contati) è capace di tenerti lì mezz'ora.
Quello che pensa, parla, agisce e chiede talmente lentamente che il tempo dovrebbe raddoppiare per poter fare tutto ciò che chiede.
Quello che vuole essere spostato il bicchiere d'acqua nell'esatta posizione che dice lui. Più a destra, più verso di me, più all'estero, no così è troppo. Ecco sì, così a lato va bene, ma meno a sinistra.
Quello a cui non frega nulla se, mentre sei ad adempiere inutili compiti nella sua stanza con la sua lentezza e secondo le sue regole di precisione, suonano altri 4 campanelli e tu sei l'unico che deve andare a rispondere.
Quello che ogni giorno ti chiede che medicina è quella pillola rosa quadrata, anche se ormai la prende da mesi.
Quello che pensa che tu debba uccidergli anche le zanzare in stanza, perchè è un tuo dovere. 
Quello che ha sempre e comunque ragione.
Quello che ti fa rifare tutto da capo se c'è un pelo fuori posto.
Quello che una volta che lo hai lavato, pulito, asciugato, vestito, messo il pannolone e rimesso a letto ti dice che deve andare in bagno. 
Quello che non è mai contento di nulla e ha da lamentarsi di tutto e tutti. La cucina, le infermiere, i medici, i medici stranieri, la tv, il caldo, il freddo, il letto scomodo, il tavolo piccolo, il compagno di stanza che russa, la poca libertà di movimento in ospedale.

Qualcuno dovrebbe dirgli che non sono in albergo o in vacanza, ma in ospedale!  

sabato 22 novembre 2014

Compiti e lavori infami del tirocinante

Il tirocinante impara un sacco di cose, una delle prime (oltre a fare il caffè) è che la gavetta fa schifo e tu sei l'ultimo anello della catena alimentare. Tutti ti comandano, tutti ti dicono cosa fare, quando farlo, come farlo. Tu sarai quello che oltre ai tuo normali compiti lavorativi da svolgere bene e in tempo, dovrai fare commissioni, preparare il caffè, fare le fotocopie, andare in giro per l'ospedale a prendere e portare cose. Ma magari fosse solo questo.
Un tirocinante in ospedale è un vero schiavo, è quello che viene mandato a fare anche i lavori più infami e che nessun altro vuole fare. Chiunque ha fatto pratica o gavetta (non per forza in un ospedale) sa bene cosa significa trovarsi in questa posizione sociale.
Non mi lamento del fatto che se c'è un mare di merda (e non metaforicamente) mandano te, purtroppo questo è il nostro ruolo ad oggi, ma ci sono dei compiti che proprio non capisco e che si inventano per lo più quando ti vedono senza fare nulla.
Capitano ovunque, anche nei reparti più affollati, giorni o momenti della giornata in cui hai svolto già tutti i tuoi compiti e sei senza fare nulla; oppure miracolosi giorni in cui il reparto è semi vuoto e c'è poco o nulla da fare. Non avendo ancora il permesso per preparare medicine, fare prelievi o altre cose avanzate stai lì a leggere qualcosa sulle norme dell'igiene, sei a chiacchierare amabilmente con uno
dei pazienti più simpatici o semplicemente ti stai prendendo una meritata pausa. 
Ed ecco! Lì arriva sempre l'infermiere che ha dimenticato quando anche lui era uno schiavo e ti trova qualsiasi cosa da fare pur di non lasciarti con le mani in mano nemmeno mezz'ora, per lo più qualcosa che non ti compete.


  • Pulizia dei frigoriferi con ordinamento alfabetico o cronologico dei cibi in esso contenuti.
  • Pulizia degli stipiti delle porte in acciaio con un particolare prodotto pulisci acciaio (a cui penso di aver avuto una sorta reazione allergica).
  • Pulizia dei balconi esterni (con una temperatura tra i 3 e 7° C).
  • Pulizia dell'immondizia. Svuotamento del cassettone con i bidoncini della spazzatura, pulizia generale nei mobiletti e risistemazione dei bidoncini.  
  • Controllo ossessivo dei pazienti anziani per dargli da bere. 
  • Intrattenimento dei pazienti con demenza.
  • Pulizia delle mensole nelle stanze dei pazienti.
  • Pulizia ossessiva della stanza di lavoro degli infermieri (dove magari tu nemmeno ti siedi o ci entri perchè in alcuni reparti, essendo il tirocinante solo un'infida creatura indegna, devi restarne semplicemente fuori)
  • Sistemazione in ordine alfabetico e per data di ricevute e documenti vari di cui non conosci nemmeno l'utilità.
  • Cura e sistemazione di piante e fiori in reparto e nelle stanze dei pazienti.

venerdì 14 novembre 2014

Ci sono le zanzare

Turno di notte
Reparto di chirurgia ortopedica.

3.00 di notte, suonano, vado in stanza (pensando che qualcuno stia minimo morendo, avendo un infarto o soffrendo atrocemente per il dolore post operatorio) e la paziente, circa 55 anni, turbata e inquieta mi dice:
"Infermiera.... Ci sono le zanzare!".

Il mio sguardo perplesso si vedeva sicuramente anche nel buio della stanza perchè la paziente ha subito continuato dicendo "Ci sono le zanzare, non riesco a dormire, mi mangiano".


Per quanto sconvolta dalla richiesta e pur pensando MA CHI SE NE FREGA, mi trasformo subito in ammazzazanzare e studio un piano per eliminare le succhiasangue senza svegliare l'altra signora in stanza. Tempo 40 secondi che con lo sguardo perlustro la stanza, e la mia tanto sconvolta e insonne paziente disturbata dalle zanzare sta beatamente ronfando.