venerdì 13 febbraio 2015

Confusione da freddo

Reparto di medicina generale.

Suonano.
Vado in stanza e la paziente, circa 50 anni, tutta rannicchiata sotto le coperte mi dice che ha freddo.
Paziente: "Infermiera ho freddo".
Io: "Alzo il termosifone?".

P: "No no, poi la mia compagna di stanza non riesce a dormire perché fa troppo caldo".
Io: "Va bene, allora le prendo un'altra coperta".
P: "No no, poi io non riesco a dormire con due coperte".
Io: "Signora le opzioni sono solo due, io non posso riscaldarla. Se vuole le prendo una coperta extra".
P: "No, ma... non ho capito perché non indosso le calze".
Io: "Non lo so, gliele prendo nell'armadio?"
P: "No no, io dico le calze di compressione, quelle per prevenire i trombi... Va bèh, ma io non sono un medico".
Io: "Signora guardi che le calze di cui parla non servono per riscaldarla, ma sono appunto contro il rischio di trombosi".
P: "Va bèh, non importa" 
E torna a raggomitolarsi sotto le coperte in preda al freddo e alla confusione mentale.  

lunedì 9 febbraio 2015

Risposte del cazzo (Parte II)

Infermiera acida (che mi vede tornare dal laboratorio con un pacco di fogli di risultati di analisi):

"Oh merda, ora che hai salito tutte quelle scartoffie le devi pure sistemare e mettere a posto".
Io: "Certo, se qualcuno mi spiega velocemente con quale metodo li devo ordinare lo faccio volentieri".
Infermiera acida: "Ah no, non ho nè tempo nè voglia di mettermi a spiegarti proprio niente".
Infermiere neutrale: "Vieni ti spiego io".
Durante il lavoro di sistemazione, che ha impiegato giusto 30 secondi ad essere spiegato, sento un'altra infermiera gentile che dice a quella acida "La ragazza anche deve imparare qualcosa"

Infermiera acida: "Non qui, non con me".  

domenica 8 febbraio 2015

Il paziente con sindrome di Candy Candy

Il paziente generoso, quello che vuole a tutti costi rendersi utile al di là del normale, è un soggetto interessante. In parte annoiato dalla degenza in ospedale, in parte con qualche serio disturbo psicologico, il generoso ha la sindrome dell'aiutante (Helfer Syndrome in tedesco). 
E' più forte di lui, non può fare a meno di rendersi disponibile anche dove non è necessario o dove non è assolutamente richiesto. Questo tipo di paziente può sembrare una benedizione per gli infermieri e gli operatori sanitari, ma spesso fa più danni che del bene.

Spesso questo aiutante si offre di dare le medicine al suo compagno di stanza immobile o demente, suona il campanello perché pensa che il suo compagno non si senta bene. In base a supposizioni tutte sue descrive il malato accanto a lui, propone diagnosi e consigli. 
Cerca di fare il possibile per sentirsi utile, dal portare da solo il pranzo finito fuori nel carrello, all'aprire e chiudere la finestra o la luce per il suo compagno di stanza, al chiamare per lui gli infermieri e addirittura al parlare per lui. Purtroppo la maggior parte dei suoi slanci di generosità sono dannosi e inopportuni, dettati solo dalle sue idee o convinzioni e non da un reale bisogno dell'altro paziente. Ha bisogno di interagire e rendersi utile, di dire la sua, di collaborare, senza considerare che quello non è il suo ruolo e dare delle pillole ad un altro paziente è solo pericoloso.

martedì 3 febbraio 2015

Risposte del cazzo (Parte I)

Per la categoria "risposte del cazzo" proponiamo una serie di episodi vissuti in cui le risposte poco appropriate di chi ci circonda lasciano davvero di sasso. 
Le risposte del cazzo arrivano da tutti. Dagli infermieri, tanto quanto dagli insegnanti e spesso anche dai tuoi stessi pari.  

Alunno: Prof da che deriva questo Cholin?
Prof: Da "Ci" "Hacca" "O" "eLle" "I" "eNne".
Alunno: o.O   Volevo sapere se è un elemento che ha a che fare con il Cholesterin (=colesterolo)
Prof: sì avevo capito cosa intendevi, ma non lo so.  

domenica 1 febbraio 2015

Il paziente fiducioso

A differenza dell'onnisciente il paziente fiducioso sembra non importarsene nulla di cosa dice internet, di quali siano le ultime scoperte mediche o di quale medicina sia migliore.
Il paziente fiducioso è quello che, un po' in maniera indifferente, un po' in modo ignorante, si affida completamente al parere del medico.  E' gentile e cortese con il personale sanitario, spesso sorride felicemente sicuro che tutto andrà per il meglio, senza la minima preoccupazione che qualcosa possa andare storto. 
E' quello che risponde "Dottò io sono ignorante, faccia lei". 
Il medico sta lì a spiegare, anche con parole povere, tutto il procedimento dell'operazione o come un farmaco possa agire in maniera positiva sull'organismo, ma l'interlocutore sembra non volersi applicare più di tanto. Non è necessariamente ignoranza, spesso è semplicemente menefreghismo , pigrizia ed eccessiva fiducia. Anche se dovesse guardare un programma di medicina in TV, o se un amico un po' più interessato dovesse consigliargli di chiedere un secondo parere perché il primo non lo convince, per il nostro paziente fiducioso il dottore ha sicuramente ragione perché ha studiato, ha esperienza e il suo dovere è guarire la gente. Il lato negativo è che questa categoria è quella che resterà più facilmente delusa e disillusa. I medici sono esseri umani e possono sbagliare, e soprattutto non possono guarire tutti. 
Nell'immaginario collettivo dell'uomo che si affida alle cure mediche c'è come unico risultato la guarigione, il miglioramento. Quando questo non avviene perché non c'è una cura o perché la cura data non era giusta, si rompe quell'ingenua credenza e il fiducioso si trasforma nell'incazzato.  

sabato 31 gennaio 2015

Il paziente onnisciente

Il paziente onnisciente è quello che, google alla mano, ma anche senza, ha sempre la domanda pronta e spesso anche la risposta alla suddetta. Sa più del medico, dell'infermiere, del chirurgo e tutto l'ospedale messo insieme. Usa paroloni e inserisce con disinvoltura nelle conversazioni le sue perle di saggezza. Ha letto l'ultima scoperta, l'ultima ricerca, l'ultimo studio su ogni malattia possibile. Illumina con il suo sapere indifferentemente lo studente, l'infermiere, il medico e il compagno di stanza.

Non si ferma mai a pensare se le sue discussioni possano essere di interesse anche per i suoi ascoltatori. 
L'onnisciente sa anche quando il compagno di stanza deve fare la pipì, prendere le medicine, quando ha dolore e che tipo di dolore ha, lui sa se è meglio fare una gastroscopia o finirla con un Malox. Sa come è meglio girare il paziente con la frattura, sa cosa pensa il demente accanto a lui, sa come fare una siringa. Pensa di sapere tutto il necessario e si sente al di sopra di persone con una laurea ed esperienza decennale, ma la cosa divertente è che al 90% le sue discussioni finiscono con una figura di merda (per lui).

mercoledì 7 gennaio 2015

Il bidet, questo sconosciuto (Parte III)

Tra colleghi

Un medico arabo parla con un infermiere italiano e ad un certo punto ha il coraggio di chiedere a cosa serva questo piccolo lavello basso.
"E' il bidet, voi non ce l'avete?"
"No. A che serve?"
"Per lavarsi le parti intime"
"Davvero? -fa sconvolto -Io credevo fosse per le persone basse, che ne so, per lavarsi le mani o i capelli".

"???"