martedì 12 gennaio 2016

Pane, burro e...

Questo è un fatto noto, non si può trovare la pizza napoletana, la mozzarella di bufala, i friarielli, il sole quasi tutti i giorni, la stessa mentalità di casa tua quando vivi all’estero. Ci si adatta, si imparano cose nuove, si apre la mente. Ci sono delle cose però che ai nostri occhi risultano particolarmente curiose, delle usanze, delle tradizioni, dei modi di fare o di mangiare che proprio ci sono estranei e ci meravigliano (in bene o in male).
Una delle cose di cui mi sorprendo sempre è la varietà di cibi che un tedesco può accoppiare al pane. Partiamo dicendo che la loro cena (“Abend Brot”, letteralmente pane serale) è appunto pane e roba da metterci sopra. Anche la colazione, molto ricca devo dire, a differenza della nostra, è composta essenzialmente da pane e alimenti da spalmarci o piazzarci sopra.
La base dell’alimentazione tedesca quindi, non è come si pensa patate, wurstel e crauti, ma pane, burro e…
Ebbene sì, perché il burro sul pane è un dogma, un abbinamento inscindibile, una separazione sarebbe impensabile come un’eresia. (Colesterolo? Mai sentito nominare)
Quindi pane burro e… qualsiasi cosa commestibile. In questa rubrica inserirò man mano che mi vengono in mente o che ne vedo di nuovi, tutti gli abbinamenti che ho visto trangugiare dai miei amici e colleghi tedeschi.
Magari qualcosa vi ispira e vorrete provarla. 

venerdì 11 dicembre 2015

Convalida del titolo di studio di infermiere dall'estero in Italia

In molti chiedono se dopo aver conseguito il titolo di infermiere all'estero, sia possibile convalidarlo in Italia per tornare a lavorare nel proprio Paese natio. 
In un precedente post ho scritto che chiunque studiasse in Germania diventando infermiere, non poteva poi lavorare in molti Paesi del'Unione europea, fatta eccezione per Svizzera ed Austria. 
Un lettore mi ha scritto in privato dicendomi che non è così, rimandandomi al sito del Ministero della Salute italiano, dove si trovano tutte le informazioni necessarie per chi volesse, dopo aver conseguito il titolo di infermiere in Germania o all'estero, ritornare in Italia

Per ulteriori informazioni: Ministero della Salute.

Stato di guerra (avanzato)

Paziente: "No sa, poi sono allergica a certe medicine, se le prendo mi viene lo shock apocalittico".

Sarà uno shock talmente forte da distruggere l'intera umanità, e io che avevo paura della pillola contro il Pakistan!

giovedì 10 dicembre 2015

Stato di guerra

Discorsi pericolosamente ambigui in "tempi di guerra"



Paziente: "Infermiera scusi, ma qui qualcosa non quadra con le mie pillole del mezzogiorno"
Io: "Ah, cosa?"
Paziente: "Bèh, a mezzogiorno c'è sempre una pillola marrone, sa, quella contro il Pakistan".
Io: "Pakistan eh? Ora controllo" 

(Sarà una bomba-pillola?)

mercoledì 28 ottobre 2015

Sommersa dagli impegni

Tra il computer rotto, il lavoro, l'inizio alquanto traumatico del terzo anno (e ULTIMO) anno di studi, il trasloco, lo studio matto e disperato, sento di essere sulla buona strada per il Burn Out! 

Ho abbandonato un po' il mio simpatico blog, anche perché senza un pc mio diventa difficile scrivere, ma non ho abbandonato le varie persone che mi contattano in privato e mi chiedono consigli, informazioni e suggerimenti. Non pensavo che questo piccolo spazio nell'infinito mondo web potesse essere un punto di riferimento per chi cerca risposte e informazioni, e spesso anche solo un po' di incoraggiamento e conforto. Ma sono contenta di aiutare, come meglio posso, chi si trova nella situazione in cui ero io circa 4 anni fa. Quindi scrivetemi se volete, per critiche, confronti, annotazioni, correzioni, domande, suggerimenti e quanto vi passa per la mente. 

mercoledì 1 aprile 2015

"Comunque non sono razzista"

Una studentessa italiana del nostro gruppo di sfigati, durante un turno di servizi sanitari domiciliari, si trova a chiacchierare con un'infermiera russa ormai in Germania già da più di dieci anni.


Infermiera russa: Nooo, comunque io sono contenta qua, anche perchè non ci sono tanti Turchi. Sai, hai presente? Quelli hanno sempre un'aria cattiva, ti guardano dall'alto verso il basso.

Studentessa italiana: Mah, non saprei, non mi sembra. O almeno non l'ho mai notato.
Infermiera russa: Sì, sì. E poi dai, anche i siriani o i cinesi o i giapponesi, guarda, sono davvero strani. Cioè, io li accetto, però se li incontro per strada devo attraversare dall'altra parte.
Studentessa italiana: ... Ah 
Infermiera russa: E anche gli armeni, i kazachi o gli uzbeki. Nooo, cioè, diciamo che con gli europei non ho problemi, però agli altri preferisco i neri guarda. Per non parlare degli americani. Solo a sentirli mi viene da vomitare. 
Però COMUNQUE NON SONO RAZZISTA EH!
E' solo che certa gente proprio non mi piace.

lunedì 23 febbraio 2015

Il "pronto" soccorso

Da tirocinanti ci tocca fare pratica in ogni reparto dell'ospedale, compresa sala operatoria, pronto soccorso, ambulatorio, centro di riabilitazione, casa di riposo, reparto malati terminali e chi più ne ha più ne metta.
Ogni esperienza è fantastica e indimenticabile, ma soprattutto indimenticabile (nel bene e nel male). Di recente ho fatto le mie due settimane obbligatorie nel pronto soccorso.
Se ci fossi stata abbastanza tempo avrei potuto scriverci un blog a parte, ma due settimane sono sufficienti per un post.
Prima di tutto chiariamo come funziona qui il Noteaufnahme, cioè il corrispettivo del nostro pronto soccorso.
Ci sono due possibilità per arrivarci, con l'ambulanza o da soli. Le ambulanze ovviamente hanno la precedenza, anche se in questo preciso ospedale non c'è nessuna priorità prestabilita, sono le infermiere all'accettazione che decidono, in base alla gravità della cosa, chi ha la precedenza. In alcuni ospedali della Germania esistono i classici codice verde, giallo e rosso, quanto meno in quelli più grandi, in questo dove attualmente faccio il tirocinio invece no. Il pronto soccorso, così come la maggior parte della sanità tedesca, è gratuita, o comunque non ricade direttamente sulle spalle del singolo paziente, ma viene pagata dall'assicurazione sanitaria, a cui è obbligatorio essere iscritti e versare mensilmente una percentuale dello stipendio.
Il sistema sanitario tedesco non è così complesso, ma viene meglio spiegato in un altro post.
Con il fatto che non ci sia né un ticket da pagare come in Italia, né un codice verde, giallo, rosso da rispettare, il "pronto" soccorso diventa una bolgia infernale aperta a qualsiasi malato, immaginario e non.
Vengono per farsi "curare" persone di ogni genere e con ogni tipo di disturbo, dalla frattura al mal di testa, da incidenti domestici con il coltello alle cadute per strada, da strappi muscolari a piedi freddi. E spesso persone che veramente stanno male devono aspettare delle ore perché i medici sono pochi e il tempo da dedicare ad ognuno non va trascurato.
Diciamo che possiamo semplificare il Noteaufnahme dove ho lavorato dividendolo in due grosse sezioni: trauma e medicina interna.
Il "Trauma", ogni paziente che arriva a causa di una caduta o per un dolore non chiaro alle ossa o articolazioni, viene mandato in radiologia, indipendentemente se si sospetta o meno una frattura. Il medico gli fa una visita approfondita e accurata nella zona dove ha dolore, con anamnesi, palpazione, controllo del movimento e delle risposte neuro-sensoriali. Dopo di che, anche se persino io da ignorante capisco che non c'è frattura, il paziente viene mandato a fare la radiografia o la tac, e ritorna poi dal medico con i risultati. E' tutto un processo interno all'ospedale e si risolve nel giro di qualche ora.
Il paziente di medicina interna, ovvero tutti coloro che arrivano con un problema che non
ha nulla a che fare con le ossa e il sistema muscolo scheletrico, viene fatto accomodare su una lettiga, gli viene prelevato il sangue, misurato polso, pressione, frequenza respiratoria, ossigeno nel sangue e fatto un ECG. Questa è la procedura base indipendente dal motivo per cui il nostro paziente è venuto al pronto soccorso. Dopo di che, in base all'anamnesi e alla visita del medico, si può andare avanti con eventuali radiografie al torace, sonografie, gastroscopie e così via. Chi risulta grave o ha una sintomatologia non chiara viene ricoverato per ulteriori analisi, o nel caso di fratture e grosse ferite per essere poi operato.
Tutto ciò, ovvero l'inutilità e la "perdita" di tempo per alcuni pazienti che potrebbero benissimo starsene a casa e prendersi un'aspirina contro il mal di testa prima di venire in ospedale, è dovuta al sistema sanitario tedesco, che ruota attorno alle assicurazioni. L'ospedale guadagna tanto più dall'assicurazione quante più visite, operazioni, radiografie, analisi del sangue, gastroscopie fa.
Ed essendo per il paziente tutto ciò gratuito (pago l'assicurazione sanitaria allo stesso modo ogni mese, sia che io vada ogni giorno dal medico, sia che non mi sia mai ammalata in vita mia) pensa bene di approfittarne e di farsi fare un controllo in ospedale anche se dopo aver dormito male ha il torcicollo, o se a 85 anni e dopo un ictus scansato ha difficoltà a respirare quando cammina troppo.
Dall'altro lato però, i pazienti che invece di andare dal medico di famiglia vengono al pronto soccorso sperando di risolvere la cosa più velocemente, restano davvero le ore ad aspettare il loro turno e lo svolgersi delle visite, che spesso vengono ritardate a causa di mancanza di personale medico. Molti sono costretti ad aspettare nel corridoio sulle barelle, coperti solo da un telo di carta. Altri, che dopo aver saputo di non avere nulla di grave vorrebbero andarsene, devono aspettare seduti anche 4 ore solo per avere una carta di dimissioni.

I due volti della medaglia, in un pronto soccorso che tanto pronto alle vere emergenze non è.